CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE, IL DISCORSO DEL SINDACO METROPOLITANO LUIGI BRUGNARO CHE HA PRESO NPARTE ALLE MANIFESTAZIONI IN PIAZZA MARCO E IN GHETTO

Data: 
25/04/2018 - 15:45
Sentito il ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sensibilità che ha dimostrato nel seguire da vicino i problemi speciali della città

Autorità civili, militari e religiose,

rappresentanti delle associazioni dei combattenti e dei reduci di guerra,

associazioni partigiane,

cari concittadini e concittadine,

 

era il 25 aprile 1945. Il messaggio del “comandante” Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica, risuonava nelle case dei milanesi attraverso Radio Milano Libera:

 

«Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire».

 

Sedici secondi di messaggio che hanno cambiato la storia del nostro Paese e sono diventati il fondamento della nostra Repubblica.

 

Oggi, a 73 anni di distanza, sentiamo il dovere di continuare a ricordare la Festa della Liberazione perché la memoria di quanto accadde in quegli anni, ormai lontani, resti viva in tutti noi e diventi esempio per le future generazioni.

 

La memoria deve essere il nostro punto di partenza soprattutto in un tempo, come quello che stiamo vivendo, dove è sempre più forte il rischio che tutto cada nell'oblio. Per questo, soprattutto noi che oggi siamo qui, dobbiamo impegnarci per fare in modo di ricordare alle nuove generazioni il valore di questa giornata: se l’Italia è come la conosciamo, è grazie a quel grande faro chiamato Libertà che è stato difeso da tanti giovani italiani morti per un ideale da difendere anche a costo della vita stessa. Va a loro, dunque, il nostro pensiero, carico di ammirazione e riconoscenza. Possiamo dire che ciò che contraddistingue quel sacrificio è averlo fatto “gratuitamente” con la certezza di poter cambiare le cose. Basterebbe considerare la grandezza e la nobiltà di quel gesto per comprendere il significato fondamentale della Liberazione e affrancare la sua celebrazione dal rischio di ridursi a una circostanza scontata, inespressiva e, per alcuni, persino fastidiosa ed imbarazzante.

 

No! Per noi oggi celebrare la Liberazione significa riappropriarci del passato per conquistare il futuro. Quello stesso spirito che portò i Padri costituenti a scrivere la Carta guardando al domani dell’Italia. Un testo che ha in sé tutti quei valori per i quali i partigiani e tanti liberi italiani hanno combattuto e che noi abbiamo il dovere di mantenere inalterato nei suoi principi fondamentali e in tutta la sua prima parte.

Credo che assieme si debba e si possa trovare il coraggio per aggiornare la seconda parte, quella che riguarda l’organizzazione dello Stato, secondo le necessità di un Paese che è completamente cambiato rispetto a 70anni fa.

 

Una Costituzione nata dalle macerie di un'Italia piegata nel fisico ma non nello spirito che ha voluto fare della tutela e della cura dei diritti e dei doveri del cittadino il proprio fulcro attorno al quale costruire una nuova visione democratica dello Stato.

 

Ma cosa vuol dire nel 2018 difendere la democrazia? Vuol dire essere pronti a lottare contro la corruzione, a contrastare le mafie, il crimine, l’illegalità e il terrorismo. Ma vuol dire anche, guardando al nostro quotidiano, capire che la mia libertà finisce dove inizia quella del mio prossimo e quindi sapere che non si può parlare di democrazia se non sono capace di rispettare gli altri. Noi siamo il baluardo vivente della democrazia e della libertà! Lo dobbiamo dimostrare, giorno dopo giorno, non a parole, ma con i nostri gesti, le nostre azioni, il nostro comportamento.

 

Queste parole, pronunciate in un luogo così significativo per Venezia qual è il Ghetto, acquisiscono un valore ancora più simbolico. Qui a Venezia la comunità Ebraica ha dimostrato come sia possibile essere esempio di integrazione. Qui l’avvento della democrazia ha messo la parola fine ad anni di discriminazioni ripristinando la parità di diritti che l’abominio delle leggi razziali avevano ignobilmente spazzato via.

E non è stato un caso che la Presidenza del Consiglio dei Ministri abbia scelto proprio la nostra città per ricordare l’importanza dell’articolo 8 della Costituzione all’interno di una serie di appuntamenti che vedranno la Carta toccare 12 capoluoghi d’Italia per celebrarne i 70 anni.

 

"Tutte le confessioni religiose riporta l'articolo 8 - sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose, diverse dalla cattolica, hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano".

 

Anche in questo caso tornano i concetti di Libertà e Diritto, due parole che a Venezia, crocevia di popoli, hanno sempre trovato pieno accoglimento. L'importante, però, è che chi ha abitudini diverse dalle nostre sia disposto a rispettare le regole che, prima la Repubblica Serenissima e oggi il nostro Stato, si sono voluti dare per garantire ai propri cittadini di vivere in armonia tra loro.

 

La nostra disponibilità all'accoglienza sia un messaggio di benvenuto a tutti coloro che, di qualsiasi credo o cultura, vogliono scoprire Venezia, di acqua e di terra, Mestre, Marghera e le tante altre realtà del nostro territorio impegnandosi ad integrarsi con quanti già le abitano, rispettandone le regole e le abitudini.

 

 

Il 25 aprile è la festa della Libertà di tutti. Una libertà che deve trovare il proprio alveo entro un perimetro di legalità e giustizia. Una festa di speranza ancor più per i giovani che devono trovare la forza e l'esempio per battersi per un mondo migliore, fatto di lavoro di opportunità e di sicurezza.

 

È la festa della democrazia intesa come possibilità di essere protagonisti, tutti insieme e ognuno per la sua parte, del nostro domani. E per questo, cosa che faremo ufficialmente anche oggi pomeriggio a Palazzo Ducale con la consegna del Premio San Marco alle Eccellenze veneziane metropolitane, dobbiamo ringraziare chi, come allora, resiste e lotta: i lavoratori e tutte le persone di buona volontà, tutti coloro che a vario titolo si impegnano per la comunità, le forze dell'ordine che garantiscono la vivibilità e la sicurezza della città, le famiglie che, in un solido sostegno generazionale, credono nel domani, i giovani che non si arrendono alla paura del futuro e si mettono in gioco, gli imprenditori e le imprese che investono sul territorio creando occasioni di crescita e sviluppo.

 

Un ringraziamento speciale oggi al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la sensibilità che ha dimostrato nel seguire da vicino i problemi speciali di Venezia. Grazie Presidente di vero cuore.

 

Viva il 25 aprile, viva la Libertà, viva l’Italia, viva Venezia.

 

Luigi Brugnaro

Sindaco di Venezia

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